La Connettivina per ridurre le Rughe

Si sente un gran parlare nei forum di discussione della Connettivina per ridurre le rughe. Si tratta di un prodotto a marchio registrato venduto in crema, gel e spray, vedi qui sul sito della casa produttrice, che è utilizzato per le ustioni, ulcerazioni, scottature ecc. Insomma è un “riparatore” della pelle che si è bruciata.

Viene utilizzata anche in ospedale per aiutare i pazienti che hanno dei decubiti, al pari della crema Fitostimoline. Che c’entra tutto ciò con le rughe? Visto che è un “riparatore cellulare” e che la crema contiene acido ialuronico al 2% potrebbe essere un ottimo antirughe, ed infatti molti la utilizzano per questo scopo.

Contiene, oltre al già citato acido ialuronico, anche Sulfadiazina Argentica, potente antibatterico appartenente alla famiglia dei sulfamidici. Ci sono poi eccipienti come il Polietilenglicole, il 400 monostearato, l’acido oleico, e il propile p-idrossibenzoato.

Si mette come una normale crema antirughe e si lascia asciugare sul viso, per l’acquisto in farmacia non c’è bisogno nemmeno della ricetta medica. E’ la presenza del sulfamidico però che ci spinge a pensare che deve essere usata con cautela.

Una buona alternativa è rappresentata da LE REL CREAM che si trova in offerta seguendo questo link, si tratta di una crema che ha lo stesso, componente, acido ialuronico coniugato al burro di karitè puro, appena arrivata anche in Italia. Ne parlano molto bene.

Ma la Connettivina funziona?
Come sempre cerchiamo di darvi delle informazioni “scientifiche” e più quanto veritiere possibile anche se le ricerche pubblicate vanno sempre prese con le pinze. Il campione su cui sono stati fatti gli esperimenti potrebbe non essere rappresentativo, i risultati “poco trasparenti” ecc. In ogni caso anche questa volta prendiamo a riferimeno Pub Med, il sito statunitense dove vengono pubblicate tutte le ricerche scientifiche. Lo studio è italiano effettuato dal’ Azienda Ospedaliero universitaria S. Orsola Malpighi, Bologna dai dottori Paghetti A, Bellingeri A, Pomponio G, Sansoni J, Paladino D, vedi testo.

Sono stati esaminati 127 pazienti: l’obiettivo dello studio era quello di valutare l’efficacia, la tollerabilità e le modalità di applicazione dell’ acido ialuronico associato a sulfadiazina argentica ( Connettivina Plus). I pazienti erano in stato di decubito. C’è stato un miglioramento o a seconda una completa guarigione delle lesioni nel 67% dei pazienti dopo 10 giorni da inizio trattamento.  Del 76% dopo 20 giorni e dell’ 87% dopo 35 . L’uso di acido ialuronico associato a sulfadiazina argentica è stato quindi efficace per il trattamento di lesioni di grado 2-3.

Altro studio questa volta dal Dipartimento di Chirurgia Plastica Ricostruttiva del centro ospedaliero di Tolosa Rangueil, Francia. Questa volta sono stati trattati 111 pazienti con età compresa tra 18 e 75 anni con ustioni profonde e leggere del derma. Il trattamento con connettivina è avvenuto ogni giorno per 4 settimane fino a completa guarigione. Anche in questo caso le ferite sono guarite.

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