Alternativa non Chirurgica per il Naso il RinoFiller a base di acido ialuronico

Per modificare una gobbetta oppure risistemare il profilo del naso fino ad oggi bisognava affidarsi ad un intervento chirurgico di rinoplastica. Da qualche anno molti specialisti propongono come alternativa la tecnica del “rinofiller“. Per “aggiustare” quindi lievi imperfezioni del naso si può ricorrere a questa procedura che consiste nell’iniettare acido ialuronico o idrossiapatite di calcio in punti strategici come l’attaccatura o la base del naso.

Per sollevare la punta si può anche iniettare qualche goccia di tossina botulinica nel muscolo che ne causa la discesa. Il risultato finale è un naso più regolare e simmetrico a costi accessibili che non comporta l’utilizzo del bisturi del chirurgo.

La seduta inizia con l’applicazione di una pomata anestetica e l’applicazione di ghiaccio che dura circa 20 minuti. Al termine del trattamento è già possibile osservare il miglioramento estetico del naso. Ci potrebbe essere un lieve gonfiore, però transitorio, immediatamente dopo le iniezioni con la comparsa di qualche piccolo livido. Si può comunque ritornare alle proprie normali attività subito dopo l’intervento.

La procedura di “riempimento” di rinofiller non è definitiva. Acido ialuronico e altri composti vengono riassorbiti in maniera naturale dal corpo umano dopo un lasso di tempo che va dai 10 ai 12 mesi. Trascorso questo periodo si ritorna al vecchio profilo. E’ possibile comunque effettuare nuovamente l’intervento anche più volte nel corso della vita.

I costi: si spende dai 400 ai 600 euro. Dipende dalla quantità di materiale utilizzato e dal professionista che esegue l’intervento. Molti medici propongono questa procedura nei loro studi, privatamente, in varie città d’Italia, ad esempio il Dott. Dondè a Milano, Palermo o Torino.

C’è da ricordare in ogni caso che un intervento di Rinofiller corregge solo un problema estetico e non il problema funzionale della deviazione del setto nasale, in quest’ultimo caso la chirurgia rimane l’unico rimedio.

Laresse e Erelle Filler Riempitivi per le rughe a base di Carbossimetilcellulosa

Un nuovo filler per combattere le rughe ed il fotoinvecchiamento cutaneo del viso è arrivato recentemente dagli Stati Uniti dove viene già abbondantemente utilizzato. Il nome commerciale dei prodotti è Laresse e Erelle . Si tratta di gel iniettabili a base di carbossimetilcellulosa, presente al 70% e di microsferule di idrossiapatite di calcio.

La prima sostanza è un polisaccaride bio sintetico di derivazione non animale molto simile all’ acido polilattico responsabile dell’ effetto di riempimento del viso, mentre l’idrossiapatite di calcio, già presente in prodotti come il Radiesse, stimola i fibroblasti alla sintesi del collagene.

Questi prodotti quindi, utilizzati come sempre da uno specialista, oltre ad essere filler riempitivi per rughe sono anche biostimolanti. Per le loro caratteristiche di elasticità e viscosità sono indicati per la ridefinizione del contorno mandibolare, per dare volume agli zigomi e come detto per il riempimento di piccoli solchi del viso.

Rispetto all’ acido ialuronico hanno una durata leggermente maggiore, che in alcuni casi può arrivare anche a 12 mesi. Si possono ottenere ottimi risultati già dopo una seduta anche se il costo del trattamento è maggiore di circa un 20% rispetto agli altri filler. I prezzi partono infatti da 500 euro per un trattamento completo per il viso.

La Carbossimetilcellulosa è una sostanza sicura che si riassorbe dal corpo umano in maniera naurale e non da’ atto a fenomeni di mutagenesi o carcinogenesi (formazione di neoplasie). Alcuni studi evidenziano un effetto battericida all’interno dei tessuti, rendendola quindi estremamente sicura per gli usi di medicina estetica.

Il Lifting Frontale Endoscopico per eliminare le Rughe

Sebbene il concetto dell’ utilizzo di un’ incisione coronale, quella dietro i capelli per intenderci, per tirare su la fronte e le sopracciglia sia stato introdotto nel 1962 , il lifting frontale non è stato mai incorporato nella procedura di lifting del viso fino al 1974. Successivamente l’incisione coronale è diventata rapidamente uno standard di questa procedura. Dalla metà degli anni 1990, tuttavia,questa tecnica di incisione coronale è stata sostituita con l’introduzione della tecnica endoscopica che produce cicatrici più piccole e meno perdita di sensibilità del cuoio capelluto.

Oggi, i risultati chirurgici che possono essere ottenuti da questa tecnica per un lifting facciale sono paragonabili a quelli che si avevano con la vecchia incisione coronale , ma con molti meno effetti collaterali indesiderati come: lunghe cicatrici, alopecia e disestesie del cuoio capelluto.

La maggiorparte dei pazienti che si recano dal chirurgo per un lifting frontale si lamenta che il loro viso appare stanco, triste o addirittura arrabbiato anche se loro non provano quelle emozioni. Questi pazienti vogliono ricorrere alla chirurgia estetica per rimuovere questo aspetto che comunica stati emotivi negativi, e quasi sempre danno per scontato che ciò si possa realizzare con una procedura di blefaroplastica, ovvero di rimozione isolata di grasso sopra e sotto gli occhi. Di conseguenza, sono sorpresi quando sentono dirsi che hanno bisogno di una operazione chirurgica più complessa.

Il chirurgo ha il compito delicato e talvolta difficile di aiutare il paziente a capire che il problema non coinvolge solo le palpebre, ma anche i tessuti adiacenti che si trovano intorno agli occhi.

I segni caratteristici dell’ invecchiamento che vengono affrontati con la procedura di lifting frontale endoscopico sono

  • ptosi (abbassamento) delle sopracciglia
  • rimozione della cute palpebrale in eccesso
  • rughe della fronte trasversali
  • rughe glabellari verticali / oblique / trasversali

E ‘utile per il paziente capire che questi cambiamenti del suo aspetto sono stati prodotti da una cascata di eventi che si sono succeduti con il passare del tempo. L’abbassamento del sopracciglio è determinato dagli effetti della gravità sommati alla contrazione di alcuni muscoli che formano le rughe della fronte (le glabellari) , quelle oblique e le zampe di gallina intorno agli occhi.

Grazie a queste informazioni, il paziente può capire che gli inestetismi tanto odiati non possono essere modificati se non si opera sulla pelle ridondante delle palpebre che viene trattata in concomitanza con una procedura di lifting frontale. L’effetto combinato produce un vantaggio estetico per il paziente che non può essere prodotto da ciascuna procedura effettuata da sola.

Infatti, se si fa solo una blefaroplastica il paziente avverte un progressivo abbassamento del sopracciglio laterale che renderà la zona orbitale più piccola. In futuro potrà accadere di ritrovarsi con una aspetto detto “beady-eye”, tipo occhio di pesce spostato verso le tempie.

La procedura chirurgica:

il lifting endoscopico frontale viene eseguito usando cinque incisioni nel cuoio capelluto (vedi foto al lato) . Attraverso le incisioni vengono ancorate delle piccole viti ai tunnel ossei per attaccare i fili che fisseranno i muscoli da tendere. Le incisioni del cuoio capelluto sono poi chiuse con punti metallici di sutura. I vantaggi della tecnica endoscopica sono le incisioni limitate e la dissezione controllata. Gli svantaggi sono l’spese di acquisto delle apparecchiature endoscopiche, la curva di apprendimento per utilizzare efficacemente le attrezzature, e la difficoltà della procedura che deve essere effettuata da un bravo chirurgo.

La procedura di lifting frontale combinato con quella di blefaroplastica superiore riesce ad ammorbidire le linee trasversali della fronte trasversali quasi sempre senza toccare il  muscolo frontale.Sia la blefaroplastica che le procedure di lifting frontale servono per eliminare l’eccesso di pelle della palpebra superiore che sembra stimolare il riflesso delle sopracciglia e riduce le linee sulla fronte trasversali.

Dopo l’intervento:
solitamente dopo l’operazione i pazienti lamentano una sensazione di pressione e di “tensione” sulla fronte e l’area delle tempie. Dato che la blefaroplastica è di solito eseguita in collaborazione con il lifting frontale, le palpebre non possono chiudersi completamente per 3 – 4 giorni. Per proteggere la cornea dall’esposizione della luce può essere applicato un unguento lubrificante negli occhi ogni qualvolta l’paziente dorme, oppure un intervento di tarsoraffia può essere necessario per chiudere parzialmente gli occhi.

I bendaggi vengono rimossi il giorno dopo dell’ operazione se abbiamo eseguito in maniera isolata il lifting endoscopico frontale, così come vengono tolti i drenaggi. Si può utilizzare ad usare lo shampoo il giorno successivo. Generalmente i lividi crescono per i primi 2-3 giorni rimangono stabili per altre 48 ore e poi iniziano a diminuire. I punti di sutura vengono rimossi in un periodo compreso tra 10 e due settimane.

Complicazioni:

cicatrici e un alopecia possono possono verificarsi. Questa complicazione può essere evitata o minimizzata quando la chiusura viene fatta ad un muscole temporale più profondo.

La paralisi muscolo frontale del nervo facciale è quasi sempre transitoria, ma il pieno recupero può richiedere diverse settimane.Alterazioni a lungo termine o permanenti di sensibilità al livello del cuoio capelluto si presentano con l’approccio dell’incisione coronale mentre sono più limitate con la tecnica endoscopica.
Il paziente potrebbe manifestare anche prurito del cuoio capelluto o sensazioni di formicolio.

Prezzi:
un intervento di lifting frontale endoscopico abbinato alla blefaroplastica costa circa 6-8 mila euro a Roma. Qualcosina in più si paga in città del nord Italia come Torino, Milano o Bologna, un po’ meno si paga a Napoli o Catania.

riferimenti Grabb and Smith’s Plastic Surgery (GRABB’S PLASTIC SURGERY) by Charles HM Thorne MD (2013-09-05)

La Connettivina per ridurre le Rughe

Si sente un gran parlare nei forum di discussione della Connettivina per ridurre le rughe. Si tratta di un prodotto a marchio registrato venduto in crema, gel e spray, vedi qui sul sito della casa produttrice, che è utilizzato per le ustioni, ulcerazioni, scottature ecc. Insomma è un “riparatore” della pelle che si è bruciata.

Viene utilizzata anche in ospedale per aiutare i pazienti che hanno dei decubiti, al pari della crema Fitostimoline. Che c’entra tutto ciò con le rughe? Visto che è un “riparatore cellulare” e che la crema contiene acido ialuronico al 2% potrebbe essere un ottimo antirughe, ed infatti molti la utilizzano per questo scopo.

Contiene, oltre al già citato acido ialuronico, anche Sulfadiazina Argentica, potente antibatterico appartenente alla famiglia dei sulfamidici. Ci sono poi eccipienti come il Polietilenglicole, il 400 monostearato, l’acido oleico, e il propile p-idrossibenzoato.

Si mette come una normale crema antirughe e si lascia asciugare sul viso, per l’acquisto in farmacia non c’è bisogno nemmeno della ricetta medica. E’ la presenza del sulfamidico però che ci spinge a pensare che deve essere usata con cautela.

Una buona alternativa è rappresentata da LE REL CREAM che si trova in offerta seguendo questo link, si tratta di una crema che ha lo stesso, componente, acido ialuronico coniugato al burro di karitè puro, appena arrivata anche in Italia. Ne parlano molto bene.

Ma la Connettivina funziona?
Come sempre cerchiamo di darvi delle informazioni “scientifiche” e più quanto veritiere possibile anche se le ricerche pubblicate vanno sempre prese con le pinze. Il campione su cui sono stati fatti gli esperimenti potrebbe non essere rappresentativo, i risultati “poco trasparenti” ecc. In ogni caso anche questa volta prendiamo a riferimeno Pub Med, il sito statunitense dove vengono pubblicate tutte le ricerche scientifiche. Lo studio è italiano effettuato dal’ Azienda Ospedaliero universitaria S. Orsola Malpighi, Bologna dai dottori Paghetti A, Bellingeri A, Pomponio G, Sansoni J, Paladino D, vedi testo.

Sono stati esaminati 127 pazienti: l’obiettivo dello studio era quello di valutare l’efficacia, la tollerabilità e le modalità di applicazione dell’ acido ialuronico associato a sulfadiazina argentica ( Connettivina Plus). I pazienti erano in stato di decubito. C’è stato un miglioramento o a seconda una completa guarigione delle lesioni nel 67% dei pazienti dopo 10 giorni da inizio trattamento.  Del 76% dopo 20 giorni e dell’ 87% dopo 35 . L’uso di acido ialuronico associato a sulfadiazina argentica è stato quindi efficace per il trattamento di lesioni di grado 2-3.

Altro studio questa volta dal Dipartimento di Chirurgia Plastica Ricostruttiva del centro ospedaliero di Tolosa Rangueil, Francia. Questa volta sono stati trattati 111 pazienti con età compresa tra 18 e 75 anni con ustioni profonde e leggere del derma. Il trattamento con connettivina è avvenuto ogni giorno per 4 settimane fino a completa guarigione. Anche in questo caso le ferite sono guarite.

Biorivitalizzazione Ringiovanimento Viso con il Prp autotrapianto di Sangue

Una delle nuove tecniche di ringiovanimento del viso che si è affacciata in Italia è senza dubbio l’autotrapianto di sangue Prp, Platelet Rich Plasma. Definito anche come il “lifting dei vampiri” è utile per ridare tono e freschezza al volto riducendo rughe e segni del tempo. Chiamato anche Biorivitalizzazione Prp questo trattamento viene utilizzato per curare anche lesioni nervose, tendiniti, osteoartriti, lesioni cardiache e per le lesioni ossee.

Quello che a noi interessa è l’applicazione nel campo della medicina estetica, vediamone da vicino il funzionamento: il nostro sangue viene prelevato in alcune zone del corpo, circa due provette, e successivamente “trattato”. Si mette in una centrifuga dove viene separata la parte più ricca di piastrine (platelet), quella che  contiene diversi fattori di crescita ed altre citochine che stimolano la guarigione delle ossa e dei tessuti molli .

Una volta terminato il trattamento di centrifuga si otterrà un liquido giallo, con un alto concentrato di piastrine. Questo liquido verrà iniettato nel nostro corpo e contribuirà, grazie al richiamo delle cellule staminali, a stimolare i fibroblasti e le cellule della rigenerazione dei tessuti del volto. Questa “biorigenerazione cellulare” auto indotta darà vita ad un rimodellamento della pelle, alla riduzione delle rughe e a dare più compattezza al viso grazie alla maggiore produzione di collagene .

Dato che è il proprio sangue ad essere utilizzato sono escluse forme allergiche e problemi legati al rigetto. Questa procedura non è considerata un lifting chirurgico, ma riesce a creare lo stesso effetto, seppur più blando e limitato nel tempo.

I risultati sono apprezzabili entro tre settimane dal trattamento e il miglioramento continua per i successivi 8 mesi fino a scomparire gradatamente fino a 2 anni dall’inizio. Le aree di trattamento includono guance, le rughe intorno agli occhi, le linee del sorriso, la piega naso-labiale, il collo e la mascella, le cicatrici da acne e altro ancora.

Il processo può durare dai 60 ai 90 minuti, a seconda della complessità. Per ottenere risultati ottimali, si consigliano tre trattamenti distanziati 4-6 settimane l’uno dall’altro.

Prezzi: circa 300-400 euro a trattamento, a seconda delle zone scelte. Ovviamente il costo è influenzato dal professionista che lo effettua e dalla città in cui opera lo specialista. A Napoli o a Catania avrà probabilmente un prezzo più basso rispetto a Milano o Torino.

Qui sotto un Video del trattamento Prp per il ringiovanimento del Viso.