Chirurgia Plastica, crescono gli interventi soprattutto non invasivi

Nel 2010 sono cresciuti del 5% gli interventi di chirurgia estetica in Usa. Nel paese che fa scuola insieme al Brasile per la medicina estetica sono state effettuate 13,1 milioni di operazioni, se si includono anche quelle mini invasive. Lo riferisce l’Asps, l’American Society of Plastic Surgeons, sottolineando che l’incremento è stato del 2% rispetto all’ anno precedente per le sole operazioni di chirurgia plastica.

Al primo posto tra gli interventi più richiesti c’è stata la mastoplastica (296mila operazioni eseguite), a seguire la rinoplastica (252mila), poi l’intervento alle palpebre-blefaroplastica (209mila), liposuzione (203mila) e l’addominoplastica (116mila).

E’ interessante seguire il trend americano che solitamente preannuncia quella che sarà la tendenza in questo e nei prossimi anni anche in Italia con un boom dei ritocchi non invasivi, soft che non richiedono il bisturi del chirurgo (+5% per 11,6 milioni di interventi). In questo caso nella classifica dei più richiesti c’è al primo posto c’è il botulino-botox (5,4 milioni di operazioni), al secondo posto i filler leggeri a base di acido ialuronico-polilattico o con altre sostanze (1,8 milioni), poi il peeling chimico (1,1 milioni), il laser per la depilazione definitiva (938 mila interventi) e al quinto posto la microdermoabrasione (825 mila procedure effettuate).

Dal 2007 gli interventi di lifting del viso si mantengono stabili mentre sono aumentate tutte le procedure di rimodellamento del corpo che hanno riguardato il lifting del seno, braccia e cosce.

Per il presidente dell’ Asps (comprende il 94% degli specialisti certificati che operano in Usa), Phillip Haeck, “nel futuro i pazienti che vorranno ricorrere alla chirurgia plastica aumenteranno e saranno disposti a spendere sempre di più per migliorare il proprio fisico“.

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